Un mosaico di microclimi e saperi ancestrali dà vita a eccellenze straordinarie. Dalle vette appenniniche alle valli argillose, ogni fazzoletto di terra esprime una biodiversità intatta da preservare e raccontare.
Colture sinergiche e orti storici. La nostra terra accoglie varietà autoctone coltivate escludendo qualsiasi chimica di sintesi, restituendo sapori che vibrano di autenticità stagionale.
Dalle storiche rotazioni collinari derivano farro dicocco, ceci neri della roccia e cicerchie d'altura. Semi antichi che custodiscono l'impronta nutrizionale e il sapore di un tempo.
L'arte norcina espressa in stagionature lentissime svolte in ambienti storici in pietra, governate unicamente da correnti d'aria appenniniche e spezie spontanee selvatiche.
Pecorini e caprini a latte crudo, lavorati immediatamente dopo la mungitura per custodire la flora batterica originale delle alture. Affinati in paglia, fieno o foglie di castagno.
«Il formaggio a latte crudo è lo spartito odoroso del pascolo d'origine, immutato nei millenni.»
Ottenuto da cultivar storiche raccolte manualmente al perfetto grado di invaiatura. Franto a freddo entro sei ore, rivela note nette di carciofo ed erba di campo sfalciata.
Un dono sotterraneo che richiede intesa assoluta tra cane e cavatore. Raccolto nel segreto dei boschi di quercia e nocciolo, è il sapore più intimo, profondo e indomito della nostra terra selvaggia.
Piccolissime produzioni d'autore che si concentrano in poche frazioni montane. Un lavoro certosino legato alle fioriture spontanee e al lavoro incessante degli artigiani locali.